Matteuccia da Ripabianca a Giano dell’Umbria

Sabato 31 ottobre e Domenica 1 novembre Giano dell’Umbria ospita La Mangiaunta, itinerario gastronomico nei frantoi e nei borghi del territorio del Comune in provincia di Perugia.Mangiaunta 2015Siamo in Italia, in Umbria, il polmone verde della penisola tristemente famosa in un passato ancora troppo recente per 5 milioni di esecuzioni nello scorso millennio per una astrusa quanto discutibile peculiarità: la stregoneria.
La prima donna processata ed arsa con l’accusa di essere una strega si chiamava Matteuccia di Francesco, ed era originaria del comune di Ripabianca, non molto lontana da Giano.
Domina herbarum e taumaturga, Matteuccia ebbe solo una grande, immensa sfortuna: essere carina ed intelligente, ma soprattutto essere una donna.
In quegli anni il buio attanagliava le menti dei nostri avi europei, che partorirono le peggiori nefandezze nei confonti dei loro simili, solo per la brama del potere, spronati dall’ignoranza e dalla poca conoscenza.

Quella di seguito è una rivisitazione di una passeggiata di Matteuccia, che veniva spesso sui monti Martani a raccogliere le erbe che utilizzava per i suoi intrugli, cari a signori di ogni lignaggio ma che non la risparmiarono dalla vergognosa accusa e dall’essere arsa viva in piazza a Todi il 20 Marzo 1428.

Chi riconoscerà i “33 luoghi segreti” raccontati dalla nostra, li fotograferà e li posterà su Facebook e Twitter con gli hashtag
#GianodellUmbria #Mangiaunta #OliettoDolcetto rischierà di vincere un fine settimana per scoprire le meraviglie di Giano dell’Umbria, il Paradiso in terra…Olietto&DolcettoUnguento unguento
mandami alla noce di Benivento.
Supra acqua et supra ad vento
et supra ad omne maltempo.

MatteucciaEccomi ancora a voi, libera di volteggiar su questi cieli, che tanto cari mi furono secoli e secoli addietro, quando giovane terrena Amavo perdermi nei profumi dei prati costellati d’erbe medicali, alimentari e…

Ora vivo nei vostri pensieri, tornata per raccontarvi questi ameni luoghi e facilitarvene la ricerca: nel numero di 33, che mi ricordan qualcosa…Giano cartello neve 4-2-2012All’ingresso siamo accolti sulla sinistra da una tabella che ci testimonia quanto alto sia questo dolce colle (1)Frontone-conventoPrendendo per la via laterale, vi esorto a contemplare il fronte che di sicuro avrete scorto salendo su per il tornante che vi preannuncia il borgo: sembra voler essere più di quel che è… (2)Forno-comunaleProseguendo la via, noterete subito ciò che fa di Giano un luogo “diverso”: lo trovate lì, pronto ad essere di tutti, perché per tutti è tutto… (3)Bastione-terrazzaSalendo un po’ sulla destra , ora vi invito a star zitti: parla la Normannia!!! Mai terrazza fu più simile ad una rampa di lancio… (4)

Porta laterale san FrancescoTornando verso il borgo, fiancheggiando l’enorme mole di pietra rosa di san Terenziano, il poverello comincia a parlarvi da una non-porta… (5)

Croce esterna san Francesco
Serratura-san-Francesco

Solo dopo averla scrutata, scorgerete più facilmente la bellezza segreta di piccoli segni posti a protezione del pellegrino che decideva di varcare la soglia del tempio, non prima di aver fatto scorrere la cintola ferrea… (6-7)Porta nord CarabinieriSentirete forte il richiamo da dietro, alle vostre spalle, di questo primo varco a tutto sesto traguardante “lu centru de lu munnu” (8)

Porta est CarabinieriMa non è da qui che s’entra in Paradiso: troppo facile, non credete? E’ con l’ascesa, dura e ricurva al fine, che si conquista la pace e si entra sorvegliati dal santo che Roma osò scomunicare 2 volte… (9)San Biagio, mulino e cavalli...Vi invito però ancora a resistere, ed a continuare a girare intorno alla chiocciola gianese, per capire quanto Santa Romana Chiesa sia presente in un borgo di minime dimensioni, e ne costelli i crocicchi con edifizi tutelati in ogni modo, e vi esorto a denotarne le iscrizioni… (10)
…e che dire della possenza delle sue mura, puntellate una volta di altri baluardi come quello che vi domina, svettante, quasi a fronteggiare il Martano suo dirimpettaio… (11)Madonna-protettiva-SquillacEd ecco la terza apertura, che porta più non è, ma trivio come quelli in cui l’Amante terzo incomodo doveva porsi reggendo una candela accesa, spegnendola e ripiegandola dopo il passaggio dell’Amato promesso d’altri. Quivi, in una minuta nicchia, troverete una magniloquente madre atta a proteggere ’l borgo alla maniera della rinascenza che vissi in vita… (12)Panchina belvedereOra qui perdete lo sguardo volgendolo su per il monte: avrete di che sedervi, avendo provato le vertigini che m’accompagnavano ogni qual volta su di esso m’inerpicavo per raccoglierne le erbe officinali… (13) Casa-del-FaunoD’ora innanzi, avendone sentito la magia, so che riuscirete ad orientarvi col sol pensiero, pur vagando come ubriachi per l’incessante fascino delle pietre parlanti. E’ per questo che facilmente scorgerete la casa minuta del fauno Giano, con pozzo pertinente e giardino gaudente, dotato di vista mozzafiato verso ponente… (14)

Campanile La CuraGianoSMicheleMa di lassù rimirerete antichissime strutture, ora casa dell’arcangelo guerriero che nella terra apula discese in grotta e di lì sparse il verbo: quivi memorizzatene la particolarità umbra della superficie piatta atta a custodire il fardello annunciante il tempo e le venture, e dall’altra parte osservatene simboli e pietre ed aperture circolari e doppie… (15-16)Torre e merliMadonna delle Grazie -Stemma GianoLa costruzione municipale è segno dei tempi presenti, in quanto presenta falsità smaccate triangolari e verità coraggiose nelle sagomate orlature, e custodisce incastonato lì nella senape il simbolo del Comune che si ripete ingigantito e decorato nella facciata non finita dell’ennesimo edificio religioso di fronte (17-18-19-20)Serliana zoppa Porta murata MdGAbside MdGCampanile Madonna delle Grazie

Anche un occhio non educato scorgerà l’incompiutezza di questo facciata con quella finestra là in alto incorniciata da una trabeazione che disegna un omega anziché scandire e ripartire con ordine gigante il nuovo impianto dell’edificio, che smaccatamente ingloba una preesistenza denunciata da una porta murata e da un bubbone sfaccettato che urla magnificenza e rimanda meraviglie e tesori all’interno, come l’apertura laterale testimonia il riciclo che si fece delle costruzioni d’epoca imperiale sulla vecchia Flaminia… (21-22-23-24)Balcone ferro battutoNon farete a meno di notare la leggiadrìa di una chiusura sopraelevata realizzata in ferro battuto magistralmente, testimonianza di semplice estro degli abitanti del borgo… (25)Porta sud - CacieraInfilando il vicolo fratel vento vi ricorderà che ivi passa di frequente a controllar che tutto sia al suo posto. Come la discesa che vi riporterà in Rotonda attraversando la prima cinta muraria, quella più antica e testimone di passaggi grati e non, ma custode delle botteghe artigiane che davano vita e sapore al desinar quotidiano… (26-27)Data mulino 1709Aguzzando la vista, sullo stipite superiore dell’accesso al frantoio, scorgerete dei numeri di un passato mai andato (28)Ar-ghettoE poi un arco-contrafforte che equivocamente rievoca il nome di questa zona, popolata ai miei tempi da ebrei, commercianti ed artigiani (29)

Stemma LeoncilliAltana EDM_7159E di là, a levante, insegne araldiche fanno sfoggio di sé, sovrastate da un’altana stupefacente e mozzafiato, sogno bramato da ogni visitatore, fronteggiata dall’imponente mole della cinta di pietra messa lì chissà quando, chissà da chi… (30-31-32)Via-noce-comuneIn tutto questo delirio di pieni e vuoti, di sovrapposizioni e di percorsi tortuosi, un sol luogo poteva ospitarmi perpetuamente: mi troverete di là, sotto l’albero simile a quello che provarono a cancellar bruciandolo ma che ogni volta mi accoglieva matrone, e che, seppur comune, dei suoi frutti potete gustar ognuno eppur nessuno, poiché io son strega e fratel foco provò a portarmi via, ma di contro, essendo felino, avevo ancora qualche altra vita da giocarmi, sicchè… (33)EDM_4390Benvenuti a Giano, borgo delle porte, degli inizi che non finiscono, della vita che trascorre ferma, del rumoroso silenzio che solo qui potrete ascoltare, nel grembo del monte Martano e sopra la valle umbra, abitato da esseri che v’aspettano, in qualche modo…

Lu cchiù bono de Jano è lu cchiù tristo de lu munno…

#sapevatelo

Matteuccia di Francesco da Ripabianca
Strega bruciata il 20 Marzo 1428 a Todi

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