#InvaDiGiano2015: benvenuti in Paradiso…

Quella che mi appresto a raccontarvi è sicuramente una occasione più unica che irripetibile: cercherò, novello Virgilio, di introdurvi in Paradiso…0 - #InvaDiGiano quadroIn occasione delle #invasionidigitali ho voluto riproporre questo itinerario alla scoperta del luogo che mi ha benevolmente accolto ormai più di 6 anni fa e dal quale difficilmente riuscirò ad andar via: Giano dell’Umbria.Invasione programmata 2015 webIl percorso è un po’ ad ostacoli, ma nulla di meraviglioso si ottiene con semplicità, sicchè…

Mappa #InvaDiGiano2015

Il punto di partenza è il centro della chiocciola del borgo capoluogo: in una piazza piana su più livelli troverete un Castello, una chiesa parrocchiale ed una chiesa comunale; ed è qui che comincia la storia…1 Castello di GianoQuesta la grafica d’invasione che la rete sopporterà bontà sua il 24 di Aprile dalle ore 9: e questo il fulcro centrifugo del paese che insegna ad ascoltare usando tutti i sensi. Merli ghibellini, parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo e speroni di roccia affiorante: questo il luogo, a sentimento, che probabilmente ospitava l’ipotizzato tempio dedicato a Giano, il nume tutelare bifronte interpellato per la fondazione dei nuovi centri abitati dagli antichi romani, quasi certamente presente in una selva boschiva. Soppiantato dal nuovo credo, la chiesa dedicata all’Arcangelo Michele rimanda ad immagini medievali che riecheggiano in ogni dove, coi loro suoni ed il loro odore…1 Chiese piazza municipale…ma non si fa in tempo ad immaginarne le genti, che subito alle spalle appare il segno della laicità, del potere avverso, della gente che riplasma una vecchia pieve pur preziosa, con quei peducci scolpiti da Pietro da Gualdo, e la rigira nel secolo barocco verso la piazza, affermando la devozione a Maria ed implorandone le Grazie con ex voto ancor visibili. Siamo sempre nella piazza, il punto più alto, e tutto intorno la natura parla benevola ed ammaliante…1 Piazza municipale anni '50…come dite? Il Castello non aveva il torrino? Andatelo a raccontare a chi volle, scelleratamente, nemmeno tanti anni fa, erigerlo a vanto di chissà quale modello da favola…2 Subasio dal Monte CerretoA questo punto si comincia l’ascesa…

Perché Giano ti sorprende da subito, e ti insegna ad ascoltare il silenzio…3 Monte MartanoSalendo sul monte Martano, vi sembrerà di toccare il cielo con un dito.

Eppure non è poi così alto, visto che non raggiunge i 1100 metri. Ma non è nell’altezza che si racchiude la bellezza…

Salendo per gli irti tornanti, a tratti scorgerete la val tiberina, e vi abbaglierà Todi, superba e svettante dal suo colle improvviso, per poi tornare verso la valle Umbra, dolce e strana, con quel bubbone reso famoso dallo Stupor mundi, chiamandolo Montefalco per avergli restituito il suo preferito…

Il crocifisso sulla sommità prova a nascondere le bruttezze del viver contemporaneo, ma se di smartphone volete ferire…

E poi prati (il più famoso ospita mucche chianine bianchissime al pascolo libero), denominati coi colori dei fiori che rigogliosi vi si insinuano: gialli, viola, rosa, rossi, blu, su un tappeto verde che concilia colla vita…3b Prati GialliOra vi chiederete dove il narratore errante vi condurrà, visto che siete a due passi dal cielo: è qui che l’uomo si confonde, e pensa di sapere anche se sa di non sapere…

Ora vi riporto a capofitto ad incontrare un tramite: che siate credenti o no, una architettura è manifestazione di grandezza, di ascensione, di propensione all’eternità…

Questo sicuramente pensarono i benedettini riplasmando il piccolo recinto poi ecclesia rupestre, trasformandola nel XIII secolo in un momento di perfezione numerica ed acustica che vi invito ad ascoltare, in silenzio.

Siamo a San Felice, sul colle che ne ospita le spoglia, dove il vescovo proveniente dal Vicus Martis (Massa Martana) fu martirizzato, e dove forze extrasensoriali vollero seppelirne gli umili resti: almeno così si narra, e se ne documenta nei didascalici affreschi del chiostro che gli occupanti agostiniani vollero raccontare secoli dopo…4 Abbazia san FeliceAffranti da tanta bellezza ed intontiti dalla manifesta capacità che i nostri simili hanno raggiunto in tante e tante costruzioni, ora si continua a scendere, ma di poco, per andare a cercare un testimone, anzi un Pellegrino…

Poco sotto, attorniato da giovani virgulti e parenti e confratelli, svoltando verso la frazione di Camporeggiano, guardando sulla destra, nei campi che dolcemente disegnano il profilo dell’orizzonte, ad un certo punto appare in tutta la sua maestà, aperto alla volontà del viandante…4 - Ulivo del PellegrinoSalvato dai cuccioli d’uomo con una adozione rocambolesca, se ne sta ormai solo in mezzo al tutto, recintato come se dovesse scappare, chissà da cosa, chissà da chi…

Lui che ha visto, lui che ha ascoltato, lui che ha rifocillato, sfamato, arricchito chi è passato di qua.

Lui, ormai millenario, è lì a ricordarci qual è il vero oro: per noi gianesi il suo nettare è tutto, e l’olio extravergine monocultivar San Felice è ormai riconosciuto in tutto il mondo come nettare degli dei…

Ma non finisce mica qui, anzi…

Andando verso ovest, tornando in un moto ascensionale perpetuo, si va per castellani, ovvero piccoli borghi medievali sviluppatisi intorno ad un castello. E questo non è un maniero qualsiasi, anzi…5 CastagnolaE’ da qui, almeno così narra la leggenda, che l’Imperatore Federico II di Hohenstaufen, disperato per la perdita del suo falco preferito, guardando verso sud, lo scorse appollaiarsi sul monte della Penna, o Pennino, e per ringraziare il fausto avvenimento, decise di erigervi un maniero, tanto era felice dell’accadimento…5aa Castagnola Santa CroceL’uomo, vanesio ed invidioso, non tardò a stravolgerlo ed a modificarne l’impianto, inserendoci simboli di proprietà e di credo, come la Chiesa di Santa Croce, recentemente restaurata, o come l’Aquila tuderte posta sulla porta, ad affermare una flebile e breve affermazione di Todi su Foligno, che si riappropriò del territorio fino a che Santa Romana Chiesa non decise di scannare i suoi fedeli e di appropriarsi di ciò che non è suo…

Proseguendo per la strada che taglia in orizzontale il monte Martano per collegare i castelli gianesi, andando ancor più ad ovest sbucherete sulla Flaminia Vetus, l’antico tracciato della via repubblicana che collegava Roma con Rimini…

6 MontecchioIl piccolo e rigoglioso paese, facente parte del Comune di Giano dall’ottocentesca Unità d’Italia, afferma la sua importanza già solo ad un primo sguardo: austero, posto a controllo di questa importantissima arteria pre-imperiale, custodisce tesori di una bellezza inimmaginabile…

Questi scrigni discreti sono facilmente rintracciabili tra le pietre e gli spazi che ne disegnano la forma: la chiesa di San Bartolomeo, il castello, l’orto botanico, il museo-Antiquarium, tutto dichiara una manifesta bellezza senza aver bisogno di altre spiegazioni.

Ecco perché prima vi parlavo di ascoltarne i silenzi…6aa Montecchio san Bartolomeo6b Castello di Montecchio 6c montecchio muraScendendo a valle, sulla vecchia Flaminia, ammaliati dal dolce declivio dei colli a destra ed a manca, vi invito ad immaginare cosa potesse essere questa strada al tempo di Giulio Cesare: domus meravigliose, ville extra-urbane erano sorte su quei terreni avuti come ricompensa delle battaglie vinte dai gloriosi combattenti dell’esercito romano, e fu proprio qui che il liberto Rufione decise di costruirci anche la sua, e di lasciarci così testimonianza di quanta magnificenza eran capaci i nostri avi millenni fa…7 Villa di Rufione scaviMosaici, terme, peristili, ambienti tecnicamente perfetti stanno riemergendo dai campi d’ulivo, strappati all’incuria dell’essere moderno, intento solo a perseguire profitti immediati, profani, ed a disperdere immani bellezze, che sotto di noi aspettano solo di essere svelate…7 Villa di Rufione termeSulla vecchia Flaminia, a valle, tra una discesa e prima di un’altra salita, c’era di solito una stazione di posta, dove far abbeverare i cavalli o rifocillarsi: è qui che sorge, nel tempo, un luogo denominato Osteria del Bastardo, del quale è facile dedurne l’origine toponomastica…

Poco in là, ormai sconfinato nel territorio del Comune di Gualdo Cattaneo, troverete nascosto un oggetto piccolo e gigantesco: il cosiddetto Ponte del Diavolo, probabilmente laboratorio di costruzione per i lavoratori della Flaminia, che a lato della stessa usavano sperimentare tecniche costruttive diverse da poter poi mettere in pratica.

Così, il nostro si presenta con 2 tecniche lavorative diverse nei due versanti ad arco…8 Osteria del BastardoRisalendo verso est, sulla provinciale che porta a Spoleto, arrivati al limite del territorio contrassegnato da un bivio che distribuisce le diverse strade in direzioni a croce, sulla destra si ritorna su a trovar castellani.

E’ la volta di Moriano, che nel suo castello ricorda molto Montecchio anche se ormai è molto più violato dalla barbarie contemporanea: l’incuria…9 Castello di MorianoE’ al suo fianco, silente, una delle più discrete ed enigmatiche costruzioni religiose: la chiesa di San Martino, con inserti in pietra testimonianti ere passate, simboli ed ingressi laterali che…9 Moriano San MartinoDa qui l’ascesa mi fa correre i brividi: da queste parti, si narra che in una notte i fedeli costruttori e servitori dell’Imperatore Federico (sempre lui…) di origine saracena, edificarono in una notte una cortina muraria a dividere i territori fedeli al loro signore da quelli della Chiesa di Roma, unendo così i due manieri opposti, quello di Pissignano di Campello sul Clitunno el castello ormai diruto al posto del quale ora sorge la Torre di Clarignano…10b Torre di ClarignanoAl di là di questo, c’è un luogo che ho eletto a pensatoio: non so quanti di voi hanno questa strana pratica di eleggere dei luoghi a ispiratori di un atteggiamento, di uno status vivendi…

il Castello di Morcicchia, su di me, dal primo momento in cui l’ho incrociato, ha sempre avuto questa influenza: ci vado ad ascoltarmi, ad ascoltare, ad ascoltarlo…10 Morcicchia castelloRidiscendendo giù, potrete imbattervi in una ridente frazione, dal toponimo tanto frequente quanto evidenziante il cosa e sopratutto chi ci abitasse: Fabbri… Ne troverete una in quasi ogni comune del circondario, ma la nostra custodisce una piccola chiesetta che è, a suo modo, fulcro di una comunità attiva, coesa ed in espansione…11 Fabbri Santa LuciaAvendo ripreso la strada che risale su verso il capoluogo, dopo il vallo del Turinetto, anzichè seguire la strada in una curva a sinistra repentina, proseguite diritto ascoltando il richiamo del grande vecchio: l’Annusatore sarà lì pronto ad accogliervi…12 Ulivo di Casariccio MaccianoQui, trastullato dall’incessante soffio di fratel vento, che accarezza le sue fronde e le nostre teste, qui dicevo se ne sta il più grande di tutti, il nostro padre vetusto, colui che tutto ha visto e che tutto ha ascoltato: l’Ulivo di Casariccio presso Macciano…

E’ talmente buono e tollerante, da farsi agghindare di luci e statue in terracotta ogni anno, per rievocare la nascita di Gesù di Nazareth in quel di Betlemme…

12a Ulivo di Casariccio Macciano presepeAscoltatelo con attenzione, e fatevi da lui narrare le gesta del più celebre dei nostri compaesani, quel Giordano troppo presto dimenticato che per volere di fratel Francesco andò in Germania per più di 40 anni a raccontare cosa fare della propria esistenza e di come metterla al servizio del prossimo…13 Affresco San FrancescoGiordano è presente in ogni piccolo interstizio di Giano: la pietra rosa di san Terenziano che scandisce le forme della semplice e maestosa chiesa e dell’annesso convento francescano parlano di lui, e di quel suo piccolo, umile e fraterno Amico, che riuscì a cambiare il corso degli eventi, ma che ancora pochi emulano, erroneamente…13 Complesso San FrancescoSarete così giunti alla fine del percorso di visita, accolti dai canti del Te Deum francescano che risuonano da dentro la chiesa, lineare e compunta, costellata di perle brillanti di luce propria, come tutto il territorio di Giano dell’Umbria, che ci ricorda quanto sia stato buono con noi il fato, o la nostra ascendenza, a trapuntare di stelle questo cielo in terra che io oso definire Paradiso…13 San Francesco nevePace e bene, invasori…

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