#Come2Italy: the perfect country

Ormai ogni provocazione è buona per fare promozione al nostro meraviglioso paese.carta_unita_italia

Così ho meditato a lungo quali dovessero essere i 3 luoghi-simbolo che Milly di Bimbi e Viaggi ed Alessandro di Girovagate mi richiedevano ad ogni “scrollata” di Twitter e Facebook in vista di Expo2015

E così ho voluto riassumere la mia Italia nei 3 luoghi che più di ogni altro hanno lasciato un segno indelebile sul mio essere, nella mia Anima e che, almeno oggi, riassumono perfettamente le 3 diverse facce di Ernesto.

Brindisi

E’ la città del Salento che mi ha dato i natali.Brindisi aerea

Nutro un certo Amore/odio per lei: i ricordi meravigliosi dei miei primi 7 anni di vita, di giornate passate in strada (quando ancora si poteva, erano i primi anni ’70) a giocare a biglie, ai quattro cantoni, a libero-fratelli, a nascondino, a Giochi senza frontiere, alle gare di velocità, a calcio sul piazzale della Chiesa dell’Anime, questi ricordi sono offuscati dal “grande male”, da quello che ancora oggi chiamo mostro e che mi ricorda giorno per giorno la stupidità dell’essere umano.piazza Anime

Stupidità manifesta nel pensare di far sviluppare un luogo meraviglioso di per sè e predisposto alla ricettività turistica con il mito dell’industria, nefasta per l’intera regione coi 2 impianti calati dall’alto a fine anni ’60: l’Italsider/acciaieria di Taranto tristemente alla ribalta in questi mesi e la Montedison/petrolchimico a Brindisi, portatori più di morte e distruzione che di vero progresso e benessere…

…ed allora perchè Brindisi?Brindisi ante Montedison

Io sono nato nel centro storico, a pochi passi dal porto, dalla casa di Virgilio, dalla fine della via Appia e dalle colonne terminali della stessa con quella che per i brindisini è una Trinità dei Monti verso il mare vero, altro che la Barcaccia del Bernini…

brindisi-scalinata

Ma sopratutto sono nato e cresciuto vicino ad uno di quei luoghi che difficilmente dimentichi: oltre la piazza dell’Anime, luogo di feroci sfide a calcio a volte terminate per lo sfondamento della malcapitata finestra di turno o l’arrivo della vecchia che ci requisiva il pallone o ce lo tagliava in diretta, oltre il piazzale/campo di calcio, in via Santa Lucia, al numero 3 (…e non è un caso…) c’è uno di quei luoghi che difficilmente dimentichi; non il monumento al Marinaio, non il castello Svevo, nè quello a mare, non le chese dei santi Lorenzo o Teresa. nè la Cattedrale, nè la fontana di Tancredi o Porta Lecce od il Portico dei Cavalieri templari…

No, nulla di tutto questo, ma solo un nome: Romanelli… Fritta di RomanelliChi non è pugliese, ma sopratutto chi non è di Brindisi, non può capire cosa sia per un brindisino la fritta di Romanelli.

L’unico modo è andare a mangiarla lì: lasciarsi inebriare dal sapore e farsi assalire dal gioco della Madeleine di Proust che, nel mio caso, ogni qual volta la evoco, mi attanaglia e mi fa tornare bambino…

Torino

La mia città…

Torino dai Cappuccini

Ci ho passato 21 anni, quelli della maturità, degli studi universitari, del lavoro per la vita, delle grandi soddisfazioni, dei grandi Amici, degli Amori impossibili e travagliati, della consapevolezza e della fortificazione dell’Io. Castello del Valentino fronte

Torino è, dopo Roma e Venezia, sicuramente la città più bella d’Italia.85 Castello del Valentino notturno

Ho più volte discusso di questo con Amici fiorentini, bolognesi, milanesi, napoletani, palermitani, leccesi, triestini, genovesi…

Basta guardarla ora: ci abbiamo messo più di 20 anni a destarla dal torpore in cui l’avevano gettata per poterla far diventare la città dell’Auto, ma poi per fortuna proprio i fautori di questo torpore hanno capito che ci guadagnavano più con la capitale barocca e con quel meraviglioso scrigno di bellezza che è Torino che con le autovetture, e ci hanno investito su, proiettandola nel XXI secolo più bella ed ammaliante che mai…Museo Egizio TorinoAi fiorentini che solevano controbattere la mia precedente affermazione, rispondevo loro con l’inteminabile lista di castelli, palazzi, chiese, musei, luoghi “notabili” in genere che l’austera e discreta prima capitale del Regno d’Italia può snocciolare: da far invidia alla città di Truffaldino, che di par suo però è unica ed inimitabile per quel tutto che è…Ostensione 2010Senza parlare della Santa Sindone, dell’enogastronomia, della moda (sì, Torino è stata per molti anni capitale della moda), del Cinema (e del suo fantasmagorico museo, nell’ineffabile Mole antonelliana…), dell’Expo (l’ultima in Italia si svolse proprio nella città piemontese nel 1911…), del melting pot di razze mondiali come in nessun altro posto della penisola, della vita notturna, ed ancora luogo della magia bianca/nera, dei fiumi (si, perchè Torino è città d’acque, con il Po, la Dora, la Stura ed il Sangone a delimitarla, accarezzarla ed inumidirla…), dei parchi, delle montagne a far da cornice, delle colline coi suoi pregiati vini, dei laghi e del mare della Liguria lì ad attenderci…

Giano dell’Umbria

Il Paradiso in terra.Giano dellUmbriaNon so per quale motivo mi sento attratto da questo piccolo borgo medievale ai piedi del Monte Martano, affacciato sulla verde valle Umbra ed alla ringhiera della più celebre (e grande…) Montefalco: e, sinceramente, non mi interessa…EDM_4390So solo che nei primi mesi in cui mi ci ero trasferito, ormai 6 anni fa, il desiderio di tornarci ogni qual volta la lasciavo per lavoro, era sempre più forte, facendo scomparire la passione travolgente che provavo per la mia Turin…Colonia innevataGiano è prima di tutto pace: pochi abitanti (nel capoluogo siamo in 120 più o meno…) sparsi in 18 centri abitati, dei quali celeberrimo è quel (Osteria del) Bastardo non tanto per i 3000 e più residenti quanto per il suo particolare nome…Abbazia San Felice innevataCrocifisso san Felice

E’ Arte con la A maiuscola: l’Abbazia benedettina (e poi agostiniana) di San Felice è un meraviglioso scrigno di purezza e bellezza mozzafiato, a prova di appartenenza religiosaS.Francesco affresco

E poi la chiesa di San Francesco costruita in onore del nostro concittadino più importante (ma ancora sconosciuto…), quel frà Giordano da Giano confratello del più famoso Francesco di Bernardone meglio conosciuto come il poverello d’Assisi, che lo mandò in Germania a portare la regola francescana ed il messaggio dell’Umanesimo che ha cambiato il mondo occidentale, coi suoi affreschi quattrocenteschi, la macchina d’altare lignea del 1540, i simboli teutonici atipici per una chiesa italiana e francescana, quelli dell’avversione alla dissoluta Chiesa di Roma di quegli anni (Borgia, Colonna & Co.) e la semplice bellezza di una chiesa tardomedievale italiana.Giano Castelli

E poi i castelli (sei, quanti i vecchi borghi/Comuni poi unificati dopo l’Unità d’Italia in un unico Comune, l’attuale), con conseguenti rivalità ataviche, che ci ricordano ogni istante che Dividi et Impera nacque da queste parti…Ulivo millenario di Macciano Ulivo secolare di Camporeggiano

E che dire dei fratelli immortali, quegli ulivi secolari che segnano mirabilmente il territorio collinare del Comune e che producono il nostro oro, l’olio extravergine monocultivar San Felice e i diversi blend, ormai celeberrimi in tutto il mondo…EDM_4401 tg

Senza tralasciare i sapori genuini dei prodotti della terra, come i legumi, il vino, lo zafferano, e poi ancora gli insaccati, i latticini, la pasta…EDM_1882

In parole povere, Giano è la famosa via di mezzo, quella realtà da sogno posta a metà strada, tra il nord ed il sud, tra il rumore ed il silenzio, tra la luce ed il buio, tra l’essere ed il non essere.Prati gialli

Il Paradiso, appunto…

Per questo, e per infiniti altri motivi, #Come2Italy…

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