Gmunden (Austria), 11 Agosto 1999, ore 12.45

Oggi sento il bisogno/dovere di raccontare una delle emozioni più incredibili che la mia umile, piccola ed inutile vita ha vissuto: l’eclisse totale di sole dell’undici di Agosto 1999…25 eclisse totale sole Gmunden 11-VIII-1999 EdM

L’esigenza nasce dalle infinite strombolate lette in questi giorni in rete, sui giornali, ascoltate in televisione ed in radio.

Non capisco, o meglio continuo a non volerlo capire, il perchè l’essere umano si lasci prendere da sensazionalismi inutili, solo per poter ottenere… cosa?

Io ho inserito l’evento nelle mie personali #100cosedafareprimadimorire, motivandola col fatto che sinceramente sia profondamente educativa ed andrebbe fatta vivere ai giovani cuccioli di uomo per smorzarne i sensi di onnipotenza: diciamo che il fenomeno a cui ho avuto l’onore di assistere ti fa capire quanto l’Io sia niente in confronto alla maestosità dell’universo.

Ma un eclisse va vissuta nella sua totalità.

Tutto il resto è fuffa!

Leggo di cosa imperdibile, inarrivabile, inimmaginabile… Ma de che? italia eclisse 20-3-2015

Vi esorto a leggere articoli scientifici (come questo dal quale traggo le immagini a seguire), non le baggianate che purtroppo al 99% tempestano in questi giorni quelli che dovrebbero essere mezzi di informazione ed invece, come al solito, si rivelano testimoni di una società in declino e atta a disinformare o peggio a ignorantizzare la popolazione…eclisse di sole 20-3-2015

Non bisogna essere scienziati per capire che in Italia si vedrà il fenomeno dal 40 al 70% dell’ampiezza, e che praticamente sarà come se un grosso nuvolone passa davanti al sole…

Per cui…

Era un giorno meraviglioso.

Ricordo che tornavo carico di macchine fotografiche, cavalletto ed obiettivi da un servizio a Roma.

L’appuntamento con altri Amici era a Verona, intorno a mezzanotte, dove li avrei raggiunti in treno.

Siccome era sera tardi, mi proposi di guidare io fino a Salzburg, in Austria, meta prefissata per il grande evento.

S’arrivò alle 6.30: era troppo presto per far colazione, e troppo tardi per dormire in auto…

Girovagando per la musicale città che diede i natali ad Amadeus, ci si accorse ben presto che quelle minacciose nuvole anticipate dalle previsioni del tempo si stavano sempre più infittendo, fino a far gocciolare il cielo…

Ricordo come se fosse ieri le raccomandazioni di un Amico/cliente dell’osservatorio astronomico di Pino Torinese, in seguito divenuto Infini-to, meravigliosa realtà tecnologico-divulgativa: “se vedi le nuvole arrivare da ovest, scappa ad est, sulla strada per Wien, nella regione dei laghi, e fermati sul lungolago di Gmunden…”

Luogo meraviglioso, quasi da favola: lungolago pulito, ordinato, con un centinaio di appassionati pronti all’evento, tavolini da picnic e panche pronte ad ospitare avventori con salsiccie e wurstel che cominciavano a profumare irrorati dalla birra imbottigliata per l’evento.

E poi gli animali…

I cigni, piano piano che la luce cominciò a diminuire, indispettiti da quel mezzo giorno (era estate, e quindi erano svegli da almeno 8 ore…) si erano portati sul ciglio, e piano piano si fecero coraggio e, dopo lungo sbraitare, misero il loro lungo collo sotto un’ala, come per riaddormentarsi…

Gli uccelli parvero impazziti: dopo voli bassi e illogici, chi si fermava pareva ubriaco, chi continuava a volare se andava bene si schiantava su di un abero, o contro un essere umano, o finivano in acqua…

Chi aveva un cane s’accorse che dapprima abbaiava, poi si nascondeva come poteva, anche lui mettendo la testa tra le zampe, in silenzio.

Già, il silenzio…

Eccolo, sta tornando: un brivido, lungo, lunghissimo, che non finisce mai, che si è impresso indelebile nella mia Anima.

La sensazione, sapendo che ormai avevo assolto al compito del fotografare, fu indescrivibile: consiglio a tutti di fregarsene vivamente delle raccomandazioni, ma con scrupolo e senza incoscienza guardare il cielo.

Quell’agosto del 1999 l’eclisse era ideale perchè altissima, e lunghissima: guardate le lingue di fuoco, ovvero le continue esplosioni che il sole emana in tutte le direzioni, esplosioni che provocano l’effetto straniante dell’ombra che si muove, per cui guardatela ed ammutolite…

Spiace deludere i mass-media ed i facili sensazionalismi da bottega, ma non fece buio: NON FA BUIO!!!

La luce si attenua, come se si è in presenza di una seconda alba, ma strana perchè poco prima era giorno, e caldo, visto che era agosto. Ma il nero delle foto non ve lo aspettate tutt’intorno come se fosse notte: ne rimarreste delusi…

E poi le congiunzioni: vedere alle 12.45 le stelle, anzi no, Venere e Giove vicino al sole, è una sensazione impagabile.

No, sinceramente non ci sono aggettivi, parole, esclamazioni per descrivere la sontuosità meravigliosa e semplice della natura.

Va vista, ammirata, vissuta.

Con umiltà, consapevolezza e coscienza.

In silenzio…

Quando il sole ricominciò ad aggredirci col suo irrorante bagliore, un sincero, fragoroso applauso sgorgò fino allo spellare le mani del pubblico accorso: che non si sarebbe mai aspettato un fuori programma come quello che si paventò ai nostri occhi…

Gli austriaci, e Mozart ce lo ricorda benissimo, sono austeri, rigorosi ma anche dei gran burloni: da ovest, dietro alle colline che ordinatamente costeggiano il lago, cominciarono ad apparire 1, 2, 3, 5, 10, 50, 100 piccoli oggetti neri che volavano in orizzontale verso di noi…

Gli alieni? D’altronde, eravamo alla viglia del mitico 2000, per cui…

Quando arrivarono sulle nostre teste, ovviamente qualcuno spiegò che erano dei piccoli radio aerei a forma di UFO, che colpirono nel segno e ci fecero esplodere in fragorose e rumorose risate, anche se all’inizio…

Si finì a pranzare a suon di wurstel ed a bere la birra di cui sopra, a scherzare coi fugaci occasionali Amici trovati lì per quel giorno e per mai più, ma già si pensava ai kilometri e kilometri che ci attendevano per far ritorno a casa, nella nostra Torino, che il giorno dopo si lavorava, tutti…

Io oggi posso solo raccontarvi quello che ho vissuto, e che raccomando a chiunque; e che mai più andrà via…

Quella sensazione di infinito, di infinitamente piccolo rapportato all’immensità dell’universo, che ti fa apprezzare e sentire il vero senso della vita: nulla in mezzo al tutto, tutto che vanifica in nulla…

Pace e bene.

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